
La contingenza politico-economica è davvero preoccupante perchè riflette una regressione culturale e quindi mentale e quindi materiale, travestita da innovazione. E' quest'ultimo l'elemento che maggiormente può trarre in inganno i più che si "affidano" col pensiero involuto e non-pensante, ai propri "giustizieri sociali". La tentazione è doppiamente forte se si guarda all'altro piatto della bilancia: nessuna personalità veramente carismatica e propositiva, "futurama" abbarbicato a vecchi credo falliti e superati.
Momento di transizione, momento di crisi di identità? Certo, ma non solo.
Perchè esiste una becera strumentalizzazione di questo malessere scaturito anche dai messaggi effimeri e contradditori dei media in generale e della tv in particolare: basti uno per tutti, che forse può sembrare futile ma non lo è affatto, (Schopenauer diceva l'uomo è ciò che mangia) i messaggi che arrivano riguardanti appunto il cibo: alternanza di varie golosità con prodotti dietetici e dimagranti.
Ho usato questo esempio che mi sembra il più eclatante e il più evidente da comprendere, per sottolineare come la nostra psiche sia bombardata continuamente da messaggi dicotomici e inconciliabili ai quali dobbiamo far fronte continuamente.
E, continuando in questa metafora, non è pericolosa la fame, che ti spinge a lottare, quanto l'asservimento mentale sublimato che ti fa credere di avere bisogno di cose di cui non hai bisogno e, ancora, ti fa credere, che questi falsi bisogni ti possono rendere felici e ti fa credere, ancora e come fine ultimo, che ci sia un benefattore in grado di soddisfare questi tuoi bisogni a cui essere grato.
Hai presente la canzone "Meno male che silvio c'è"
salvaguardiamo la nostra mente.
un sorriso compresso
Margot
Momento di transizione, momento di crisi di identità? Certo, ma non solo.
Perchè esiste una becera strumentalizzazione di questo malessere scaturito anche dai messaggi effimeri e contradditori dei media in generale e della tv in particolare: basti uno per tutti, che forse può sembrare futile ma non lo è affatto, (Schopenauer diceva l'uomo è ciò che mangia) i messaggi che arrivano riguardanti appunto il cibo: alternanza di varie golosità con prodotti dietetici e dimagranti.
Ho usato questo esempio che mi sembra il più eclatante e il più evidente da comprendere, per sottolineare come la nostra psiche sia bombardata continuamente da messaggi dicotomici e inconciliabili ai quali dobbiamo far fronte continuamente.
E, continuando in questa metafora, non è pericolosa la fame, che ti spinge a lottare, quanto l'asservimento mentale sublimato che ti fa credere di avere bisogno di cose di cui non hai bisogno e, ancora, ti fa credere, che questi falsi bisogni ti possono rendere felici e ti fa credere, ancora e come fine ultimo, che ci sia un benefattore in grado di soddisfare questi tuoi bisogni a cui essere grato.
Hai presente la canzone "Meno male che silvio c'è"
salvaguardiamo la nostra mente.
un sorriso compresso
Margot

MI vedo pienamente d'accordo e penso che ci sia in atto - da molto ormai - una campagna contro la gente, contro il cervello e contro il libero arbitrio.
RispondiEliminaNon può riuscire eppure i danni sono comunque ingenti.
Spero che le cose cambino.Ma quel che vedo mi lascia preoccupata.
STavo scrivendo per un concorso letterario proprio queste riflessioni in merito all' evoluzione-involuzione.